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Lekythos
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top
La mwcamwcqlékythos (mwcgin greco antico λήκυθοςmwcw?; plurale mwdalékythoi, mwdqλήκυθοι), in italiano mwdglecito (/ˈlɛt͡ʃito/),cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] è un vaso dal corpo allungato, stretto collo con un'unica ansa e ampio orlo svasato. Era utilizzato nella mwgaGrecia antica e nelle zone mwgqmagno-greche per conservare e versare olio profumato e unguenti, era impiegato dagli atleti, nelle cerimonie funebri e come segnacolo sepolcrale. La principale funzione del vaso, conservazione e aspersione di olio, ha determinato l'evolversi e lo stabilizzarsi della forma, dotata di collo stretto che limita la fuoriuscita del contenuto e orlo adatto ad impedirne lo spreco. Il termine era impiegato in antichità per ogni tipologia vascolare destinata a questo stesso uso, compreso l'ariballo, la distinzione tra le forme è una convenzione della nomenclatura moderna.cite-ref-3[3]

Contents

Note

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Evoluzione della forma

La forma vascolare comparve alla fine dell'epoca mwlamicenea e venne utilizzata ancora dai ceramisti mwlqitalioti nel mwlgIII secolo a.C.

La lekythos mwmaprotogeometrica venne sostituita in epoca mwmqgeometrica dalla mwmgoinochoe globulare,cite-ref-4[4] ma ricomparve in mwnwAttica all'inizio del VI secolo a.C. in due forme distinte, una simile alla forma corinzia detta "lekythos ariballica" per la somiglianza con il corpo globulare dell'ariballo, la seconda forse derivata dall'mwoaalabastron corinzio, con corpo ovale e anello plastico intorno al collo (detta mwoqDeianeira). La spalla, a partire dalla metà del mwogVI secolo a.C., esattamente come accadde ad altre forme vascolari come l'mwowhydria e l'mwpaanfora a collo distinto, si distinse dal corpo assumendo un andamento orizzontale e leggermente concavo. Questa forma si sviluppò fino ad assumere la conformazione standard della lekythos alla fine del secolo, con orlo evidente e a forma di calice, corpo cilindrico e piede a echino rovesciato: la lekythos che, nella seconda metà del V secolo a.C. venne adottata per le lekythoi a mwpqfondo bianco a destinazione funeraria. Questa tipologia era frequentemente dotata di una piccola camera interna che permetteva l'utilizzo di una piccola quantità di olio, quella sufficiente per una offerta funeraria. Nel periodo delle mwpgfigure rosse venne prodotta (a partire dalla fine del VI secolo a.C., ma popolare solo alla fine del V e all'inizio del IV) una nuova versione della lekythos ariballica (mwpwsquat lekythos), dove tornò la modanatura ad anello a separare il collo dalla spalla.

Funzione

In funzione di segnacoli sepolcrali furono usati spesso semplici vasi fittili e poi, nella seconda metà del mwrwV secolo a.C., marmorei. Tra le testimonianze più antiche vi sono i grandi vasi di mwsastile geometrico (mwsqVIII secolo a.C.) rinvenuti nel cimitero del mwsgDipylon ad mwswAtene. Questa consuetudine vede la sua maggiore diffusione tra VI e IV secolo a.C., continuando nel mondo greco fino all'età imperiale romana. Tra le forme più utilizzate vi erano proprio la mwtalekythos e la mwtqloutrophòros; quest'ultima era un alto vaso a due anse usato per contenere acqua, in particolare quella del bagno nuziale, che distingueva le tombe degli adolescenti morti prima delle nozze. In conseguenza del prevalente uso funerario, furono eseguite anche mwtglekythoi in mwtwmarmo, con mwuarilievi, che venivano deposte sulle tombe.cite-ref-5[5]

Lekythoi a fondo bianco

Questi piccoli flaconi di forma cilindrica a collo stretto si moltiplicarono a partire dalla metà del V secolo a.C. Disegnate in un primo momento al tratto su fondo mwwwavorio, si arricchirono progressivamente di colori vivi. Per S. Karouzou si trattò dei più nobili prodotti dell'mwxaarte greca, per le loro forme stabili e slanciate, per la qualità del disegno e per l'intensità emotiva che riuscirono ad esprimere i personaggi rappresentati su di esse. Il mwxqMuseo Archeologico Nazionale di Atene possiede la collezione più ricca al mondo di mwxglekythoi.cite-ref-6[6]

Lo stile delle mwzalekythoi si suddivide convenzionalmente in quattro fasi:

• la prima fase di transizione fra stile a figure nere e stile a figure rosse
• la cosiddetta fase a mwaavernice nera.
• la fase dell'età di mwagPericle (mwaw450-mwba430 a.C.)
• la fase finale (430-mwbg400 a.C.)

I pittori anonimi che le hanno decorate vengono designati con il nome della loro opera più nota o di una particolarità stilistica che li contraddistinse. Tra i più importanti si annoverano:

• il mwcgPittore di Achille, che fu considerato uno dei più abili e fini decoratori della metà del V secolo a.C. Il suo nome deriva da una delle sue migliori opere, l'mwcwanfora del Vaticano su cui è rappresentato Achille.
• il Pittore di Charon.
• il mwdgPittore del canneto, attivo nell'ultimo quarto del V secolo a.C., più giovane degli altri, attorno al cui lavoro sono state riunite le ventidue lekythoi del mwdwGruppo R (mweaReed group, o Gruppo del canneto).cite-ref-7[7]

Note

cite-note-11. citereftreccani-lecito-res-01016f31-0023-11de-9d89-0016357eee51mwgwmwhaLecito, in mwhqTreccani.it – mwhgVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwhwURL consultato il 6 dicembre 2016.
cite-note-22. mwiw mwjamwjqBruno Migliorini mwjget al., mwjwmwkaScheda sul lemma "lecito"mwkw, in mwmwmwnaDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwnqISBNmwng 978-88-397-1478-7.mwoa
cite-note-33. mwpamwpqClark, Eston e Hart 2002,mwpg p. 112.
cite-note-44. mwqgmwqwCook 1997,mwra p. 221.
cite-note-55. Maria Serena Mirto, mwsaLa morte nel mondo greco: da Omero all'età classica, Carocci, 2007, par. 4.2, p.87.
cite-note-66. Semni Karouzou, mwtaMuseo Nazionale: Guida illustrata del museo, Atene: Ekdotiki Athenon, 1996 ISBN 960-213-087-3
cite-note-77. Laura Nicotra, mwuqArcheologia al femminile, L'Erma di Bretschneider, 2004, mwugLe lekythoi a fondo bianco, pp. 156-158.

Bibliografia

• citerefcook-1997(EN) Robert Manuel Cook, Greek Painted Pottery, Londra ; New York, Routledge, 1997, ISBN 0-415-13860-4.
• citerefclark-eston-e-hart-2002(EN) Andrew J. Clark, Maya Elston; Mary Louise Hart, Understanding Greek vases : a guide to terms, styles, and techniques, Los Angeles, The J. Paul Getty museum, 2002, pp. 112-113, ISBN 0-89236-599-4.
• mwwq(EN) J. H. Oakley, Picturing Death in Classical Athens. The Evidence of the White Lekythoi, Cambridge University Press, 2004.

Voci correlate

• mwxqJohn Beazley

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla lekythos

Collegamenti esterni

• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaE. Paribeni, LEKYTHOS, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefbritannica-com(EN) lekythos, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwzgThe Perseus Project, Lekythos, su perseus.tufts.edu. URL consultato il 31 gennaio 2013.
• mw0aThe Beazley Archive, Lekythos, su cvaonline.org. URL consultato il 31 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2015).
• mw0g(EN) Forme di lekythos, su www2.ocn.ne.jp. URL consultato il 10 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2007).